Tuesday, August 24, 2010

Il sito web di oggi è: Amazon.com

Amazon.com è una compagnia di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington. È stata tra le prime grandi compagnie a vendere merci su Internet ed una delle aziende simbolo della bolla speculativa riguardante Internet alla fine degli anni Novanta. Dopo che la bolla scoppiò Amazon affrontò un certo scetticismo nei confronti del suo modello di business ma il 2003 fu l'anno in cui raggiunse per la prima volta un guadagno su base annua. Amazon possiede anche Alexa Internet, A9.com, e Internet Movie Database (IMDb).

Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos nel 1994 e lanciata nel 1995, Amazon.com iniziò come libreria online, sebbene presto allargò la gamma dei prodotti venduti a DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, abbigliamento, mobilio, cibo, giocattoli e altro ancora. Amazon ha creato poi altri siti in Canada, Regno Unito, Germania, Austria, Francia, Cina e Giappone e spedisce i suoi prodotti in tutto il mondo.

Nel 1999 la Amazon Bookstore Cooperative di Minneapolis citò in causa Amazon.com per l'uso del marchio: la cooperativa usava il nome "Amazon" dal 1970. Le due parti raggiunsero un accordo per poter condividere il nome. La compagnia ha anche subito un boicottaggio per l'utilizzo di alcuni brevetti relativi a procedure di pagamento elettronico.

Fonte: Wikipedia

Tuesday, August 17, 2010

Da Repubblica.it: "Addio a Nicola Cabibbo che meritava il Nobel"

Articolo interessante, trovato online su Repubblica.it - ottima fonte di informazione, peraltro:
Addio a Nicola Cabibbo che meritava il Nobel
FISICAAddio a Nicola Cabibbo che meritava il NobelScomparso a 75 anni: per i suoi studi sulle particelle sfiorá³ il premio. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienzedi MARCO CATTANEO(10:55 17/08/2010)Articoli correlatiLa tempesta ormonale colpisce anche il neo-papá¡

Tuesday, August 10, 2010

Un bell'articolo sul posizionamento sui motori

Pubblico il link da questo blog di SEO Italy a un articolo dal titolo "Corso di SEO per Wordpress. Parte 5/5: il SEO off-site e conclusioni" Penso che possa essere interessante per i miei lettori che si occupano di web marketing

Friday, August 6, 2010

Da FREE TIME: "La Torino da bere e da sniffare"

Un po' di news e cronaca non fa mai male - e spulciando un po' su FREE TIME ho trovato questa notizia:
La Torino da bere e da sniffare
“Brucia la città” e sembra proprio che non sia possibile spegnere l’incendio nel nuovo libro di Giuseppe Culicchia dal titolo evocativo. Lo scenario è una Torino da bere, anzi da sniffare - la coca scorre a fiumi - irriconoscibile. Protagonisti, tre giovani strafatti di “bamba” che, tra il paradossale e il grottesco, vengono assoldati dai politici come testimonial della campagna “la droga ci fa schifo” tra notti bianche, modelle e miss. Nel libro Torino è caldissima. Come è cambiata dai tempi del suo esordio, 15 anni fa in “Tutti giù per terra”? – Quella era la Torino della fabbrica e la grande paura del protagonista era di fare la fine del padre e lavorare tutta la vita alla Fiat. Oggi invece esiste una Torino “fabbrica di eventi”. Nell’epoca post industriale si è puntato sull’intrattenimento, al posto degli operai si incontrano i creativi, le modelle. Ed è diventata la città più indebitata d’Italia dove è stato pagato 16 milioni di euro il progetto di una biblioteca che alla fine non si farà... Una città senza una identità e corrotta dalla droga. – Mi sono guardato in giro. Torino assomiglia a Milano, Londra. Basta andare ai Murazzi, in piazza Vittorio, ragazzini di 13-14 anni che sniffano, si sballano in contesti da cartolina. Come i ciclisti, ci si dopa per dare di più, per sentirsi fighi. E questo riguarda tutti, magistrati, operai, politici, adolescenti... Torino su tutte le cronache per la vicenda del Grinzane Cavour. Che ne pensa e ha mai lavorato per Giuliano Soria? – Distinguerei l’ottimo lavoro del Grinzane, dove si facevano leggere i libri ai ragazzi, dal coté giudiziario. Una volta mi hanno chiesto un racconto. Ne scrissi uno in cui dicevo che avrebbero dovuto dare un premio Grinzane ai dipendenti del Grinzane: so che lo hanno appeso in ufficio. (A.F.)